LA STAMPA 3D PER MOBILI E DESIGN
I designer di mobili e di complementi di arredo sono gli utilizzatori della prima ora di stampanti 3D, che da sempre assecondano la loro creatività. Le tecnologie digitali sono potenti strumenti nelle fasi di ideazione e progettazione e la manifattura additiva lo è soprattutto nella prototipazione, perché liberano la risorsa tempo e perché allargano le possibilità di sperimentazione e di personalizzazione presentando prodotti funzionali; inoltre, in stampa 3D si possono realizzare oggetti altrimenti impossibili da produrre con le tecnologie tradizionali.Poiché la stampa 3D porta particolare beneficio nella realizzazione di oggetti unici o in piccola serie, di alta complessità e di valore medio-alto, si presta in modo ottimale al miglioramento della competitività di moltissime aziende del Made in Italy per sua natura e vocazione dedito all’ “artigianato” di alta fascia: complementi e componenti d’arredo ed elementi di illuminotecnica gli articoli più gettonati.
In occasione dell’ultimo salone del mobile la “digital fabrication” in generale e la stampa 3D sono state protagoniste di diversi eventi e annunci, che hanno anche confermato alcune tendenze in atto.
Anzitutto, l’importanza dei nuovi strumenti software di progettazione avanzata, come il Design Generativo, un processo di progettazione “per tentativi” che imita il processo di evoluzione della natura introdotto alla fine degli anni ’80; un sistema generativo basato su modellatore algoritmico e parametrico propone soluzioni alternative in modo interattivo, per approssimazioni successive.
AUTODESK ha esposto vari oggetti così, tra cui la sedia “Elbo Chair”.


Installazione di Neri Oxman
Altra tendenza è l’utilizzo di stampanti 3D con piano lavoro di grandi dimensioni, che consentono di realizzare componenti notevoli anche con soluzioni ibride.Ma a Milano erano presenti anche realizzazioni di avanguardia ad opera di “mostri sacri” come Neri Oxman del Mediated Matter, che per il Lexus Design Award ha portato una installazione capace di luci e ombre pittoresche - esposta in Triennale di Milano - realizzata con una stampante 3D a vetro sviluppata dal MIT.
Nel “Fuori salone” la manifattura additiva ha caratterizzato molte iniziative, come nelle applicazioni tessili dei designer Mireille Burger e Rudi Boiten (Studio Plot di Eindhoven) in tappeti geometrici stampati con plastica flessibile e ricoperti con fibre di tessuto che li rendono più piacevoli al tatto.